Ilaria Pasqualetti – Vita
Ho sentito milioni di parole ma ho preferito ascoltare il cuore di chi stava in silenzio.
Ho sentito milioni di parole ma ho preferito ascoltare il cuore di chi stava in silenzio.
Il vero carattere si sagoma quando l’essere umano impara la virtù della pazienza, attraverso le prove che si presentano lungo il cammino. Siamo come atleti, sempre pronti a dare il meglio di noi, perché la vita è un’eterna sfida.
Non sei stupido e nemmeno sbagliato. Sei solo una persona che c’ha creduto. Non sei cieco e nemmeno privo di intelligenza, hai solo incontrato un grandissimo attore. Non sei diverso, ma sei uguale a tutti quelli che pagano con il dolore il prezzo di essere veri e onesti nella vita!
La vita non smetterà mai di stupirci. Ti ritroverai sempre a dar conforto, ascoltare e capire chi ti sta vicino senza ferirti e ti consiglia da amico.
Il sesso è questo, un’esplosione di luce che si logora veloce, consumato dalla forte fiamma chiamata passione e proprio quando serve il suo bagliore viene a mancare la sua luminosità, lasciandoti nell’infinito tetro, tra la cenere senza valore di un fuoco che ti era parso amore.
A volte ti rendi conto che nella vita i migliori compagni di viaggio sono i tuoi piedi.
Arrivi con impeto, senza permesso; riemergendo d’improvviso in una memoria lasciata altrove, in notti silenti di una terra annientata e fucili stanchi; quando quel fastidio nella pancia accompagnava piccole gocce di sudore freddo, e cercava i tuoi occhi, in ogni uomo che avesse barba e scarponi sporchi; eri riparo. Riparo. Perché è istinto; quella cosa, marchiata nel sangue; che ci fa dire “mamma” quando uno spasmo coglie impreparati. Mamma come Dio, o Padre come cielo; o chissà cos’altro. Una voglia di intimità con se stessi. Come la Fede; come un plaid col quale avvolgersi, quanto basta per sentirsi al sicuro; dove è sufficiente che lo sguardo fissi terra o cielo, e lasciar parlare quel che siamo; e arriva quel desiderio di carezze da mani buone, paterne, più forte di qualunque vento. E oggi lo sguardo è altrove; guarda rive bagnarsi e ne ascolta il rumore. Osserva piccole gambe che corrono e piccole mani che cercano. È vita che cresce. Mi lascio trovare; avvolgere, come quel plaid. E voglio fare un po’ di posto anche a te. Un modo come un’altro per perdonarsi; per assolverti. Tu ora sei suo; e Lei non assolve mai nessuno; ma prova ad accompagnarmi lo stesso. E tutte le volte che Vita mi guarderà e la sua mano mi cercherà, Io ti perdonerò.