Michelangelo Da Pisa – Vita
La marea è la carezza della luna al mare, non è un caso che sia l’anagramma di amare.
La marea è la carezza della luna al mare, non è un caso che sia l’anagramma di amare.
Alzò lo sguardo e il cielo improvvisamente capitolò, il mare servilmente si ritrasse, il vento…
L’umanità, con la sua fatica evolutiva, è un serpente che si morde la coda. Se invece rinunciasse l’uomo, per un istante, se ne trovasse la forza, alla propria fatica, se si fermasse a meditare in nuova guisa, esterna al corollario di mansioni da lui e per lui confezionati nei “laboratorio delle discriminazioni”, separato dai sé delle oscure tradizioni, in quell’istante – congelata ogni “esperienza” – gli apparirebbe chiaro tutto ciò che ora sta aldilà dei proprio orizzonte, aldilà di tutto. Allora scoprirebbe di essere egli stesso aldilà.
A volte, il tempo è distruttivo: si moltiplica per dividere le strade e sottrarre le circostanze lasciando i ricordi, i pensieri malinconici e nostalgici che accompagnano le notti buie e le meditazioni vuote.
Siamo soprammobili da collezione, a volte ci trasformiamo in trofei, altre finiamo in scatoloni. È la vita. La vita, quella, però, finisce sempre e comunque.
La lingua pecca di reticenza mentre lo sguardo confessa senza opporre resistenza.
Se dici che non hai avuto niente menti! Hai avuto la vita!