Monica Cannatella – Vita
E alla fine dimentichi anche lo scopo per cui sei venuta al mondo, “vivere”
E alla fine dimentichi anche lo scopo per cui sei venuta al mondo, “vivere”
Nella vita non ho lottato per sopravvivere, ma per vivere al meglio. Non ho sognato perché non avevo di meglio da fare, ma per riuscire poi a realizzare quei sogni. Non ho pianto, sbagliato e sofferto perché me lo meritavo, ma perché sono umana. Per fare di tutto questo tesoro e trarne insegnamento, per crescere e maturare. Non ho imparato ad amare per solitudine, ma perché credo ancora in certi sentimenti e in certi valori. Non ho imparato ad ignorare perché ho scelto di essere cattiva, ma perché la vita mi ha insegnato che dove c’è stupidità l’unica parola giusta è “silenzio”.
Io te lo direi anche “buongiorno” ma se poi la giornata ti andasse bene davvero, mi sentirei terribilmente in colpa.
Non è il seme che conduce ad esser padre, ma il sacrificio e la voglia di amare una figlia, nella crescita e nel momento del bisogno. La tua bontà, la tua umiltà, la tua lealtà ma soprattutto la tua nobiltà d’animo, sarà ricompensata con il tempo nei sorrisi e negli abbracci, poiché tua figlia ti cercherà, vorrà la tua protezione. Lei ti chiamerà “papà”, lei ne sarà fiera.
L’unico momento giusto per dire basta è all’apice dell’impresa.
La vita è fatta di alti e bassi, di salite e discese. È fatta di corse spensierate a cento all’ora e di passi lenti che portano a fermarsi, a volte persino a sedersi. Ma l’importante è rialzarsi e camminare ancora. Perché in fondo, in ogni cammino c’è una pausa, e ogni cammino si riprende dopo aver riposato per un po’.
La vita è passione: fatti travolgere.