Alexandre Cuissardes – Vita
Chissà se il 30 agosto 2012, era il giorno che doveva succedere, il giorno del miracolo, o quello del rimandare a poi. Così lo ricordo, e basta.
Chissà se il 30 agosto 2012, era il giorno che doveva succedere, il giorno del miracolo, o quello del rimandare a poi. Così lo ricordo, e basta.
Non possiamo permettere di farci abbattere da qualcosa o da qualcuno, facile a dirlo vero!? Anche troppo, dato che poi piccole sconfitte ti condizionano e intralciano tutto, ma il nostro antidoto siamo noi, noi è solo noi, che soli come in una notte fredda, viaggiamo da soli, cercando la nostra strada, cercando quell’indirizzo che dobbiamo trovare, e raggiungere, per garantirci una temporanea pace e serenità che ognuno di noi merita. Vita.
Sono io che mi metto in scena, io che conduco la mia vita, sempre io la presentatrice di me stessa.
Vi ho comprate,mi avevano dettoche era un buon investimento,prezzo d’affezione.Vi avevano garantite a vita,ma non è stato un buon affare,eravate un falso,un vestito d’occasione,da scarso carnevale,democrazia e costituzione.
Indossiamo quotidianamente la nostra personalità per vivere in società, dimenticando che stiamo coprendo l’essenza del nostro vero “Io”.
Quello che non voglio,è finire in osteriala mano tremante che rovesciail bicchiere del vinoed il vomito che attendeal lampione giù all’angolo.Quello che non voglioè finire all’obitoriocoi visceri sferragliatida un anatomopatologoper la sua prossima pubblicazione.Quello che non voglioè finire su una antologianel capitolo “i minori”, dovequella poesia un po’ scemache stavo quasi per buttaresia detta “il suo prodotto migliore”.
La semplicità è, per chi non sa esserlo, “mediocrità”.