Raniero Cappelli – Vita
S’impone in un crescendo tratto da un unica malinconia, il suono del silenzio, dove prima v’eran delle voci.
S’impone in un crescendo tratto da un unica malinconia, il suono del silenzio, dove prima v’eran delle voci.
Non muori se hai perso qualcosa. Muori se non cerchi più nulla!
Sono quel tipo di persona che spesso si è messa da parte per essere disponibile, non me ne pento di aver dato tanto aiuto ma spesso mi sono dimenticata che esisto anche io… Mi sono dimenticata che anche gli altri si devono adattare a me, alle mie esigenze. Ecco che ora sono cambiata, ecco che ora ho le mie priorità!
Quando ci stacchiamo da una persona è come se togliessimo un cerotto che è attaccato da troppo tempo. Lo strappo iniziale è il più doloroso perché ti tocca sulla pelle. Il resto fa meno male. Non è mai facile fare la cosa giusta. Semplicemente perché non c’è una cosa giusta in assoluto e perché nessuno ti garantisce che tutto poi andrà bene. Perché questa non è una marcia trionfale, non lo è mai.
Non esisterebbe bene se non esistesse male.
Da bambini si è se stessi e si sa e si capisce tutto, come dei piccoli profeti. Poi all’improvviso accade qualcosa e si cessa di essere se stessi, si diventa ciò che gli altri costringono a essere. Si perde la saggezza, e l’anima.
Restano solo illusioni che vengono frantumate dalla realtà, nessuno dovrebbe giocare con i sentimenti.