Giampiero Piovesan – Abitudine
Non esiste banalità ma solo conformità rispetto alla realtà.
Non esiste banalità ma solo conformità rispetto alla realtà.
Ci perdiamo in troppe cose, ricerchiamo le condizioni migliori e così lasciamo andare gli attimi…
Spesso non ce ne rendiamo conto, ma siamo “malati di abitudine”. Chi è abitudinario accetta qualsiasi cosa, qualsiasi dolore. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, che ci sono indifferenti, si impara a portare le catene, a subire ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, si è impotenti nel reagire. L’abitudine è il più spietato dei veleni, entra in noi lentamente, silenziosamente, cresce poco a poco nutrendosi della nostra vita, e quando ce ne rendiamo conto è ormai troppo tardi, ogni nostro gesto è condizionato, continuiamo ad “amare”, per abitudine, una persona “estranea”.
Se l’abitudine diventa rassegnazione, metterà le sue radici.
Ci sono abitudini più o meno radicate nella nostra vita, abitudini che possono essere modificate…
Quando i marinai ritardano il ritorno, le reti sono piene.
La vita è un lavoro che non si ferma mai.