Elena Piccinini – Vita
Esistono madri per le quali il proprio gremboè la parvenza di un loculo.
Esistono madri per le quali il proprio gremboè la parvenza di un loculo.
Le pistole non sono legali; i cappi cedono; il gas puzza da morire; tanto vale vivere.
Nucleo. Compresso in se stesso. L’entità comincia a prendere coscienza di sé. È vitale, pulsa. Sente le sue cellule moltiplicarsi, differenziarsi. Percepisce il sé e l’altro. Lo sviluppo continua veloce, inarrestabile. Calore, energia, fuoco. Una potenzialità immensa, urgenza di essere. Concentrazione di energia pura. Aumento della massa vitale, tensione. Aumento della tensione, il nucleo della forza si espande, cominciano i colori, dall’assenza di colore al bianco fulgido che tocca un apice inimmaginabile e si differenzia nello spettro… implosione… apertura: un fiore di energia si apre nell’Universo.È nascita. Ancora.Forse una stella, forse un bambino.Vita.
Nel mio quartiere, ogni giorno la vita faceva l’appello: per chi c’era, per chi doveva esserci, e per chi, come me non poteva rispondere “fuori servizio”.
Sono passata da “ti amo da morire” a finalmente sono “resuscitata”
Tutto deriva da questo. Perché a me, perché io, perché.
La vita è straordinaria, soprattutto nel momento in cui decide di agire di testa propria e ci lascia impotenti davanti alle sue capriole che ci allenano alla sua palestra.