Silvia Mancini – Vita
Pensavo di aver trovato il tutto… invece era il niente che si fingeva il tutto.
Pensavo di aver trovato il tutto… invece era il niente che si fingeva il tutto.
La mia vitaVorrei che cadesse la pioggia per lavare via tutto lo sporco del passato,vorrei bruciare per purificarmi dai rimorsi,vorrei volare per sentirmi superiore alle parole morte della gente,vorrei sapere che tutto cade per staccarsi da me,vorrei sparire nella nebbia per toccare le stelle,ed infinevorrei il mio sangue come petali,gocce indelebili che lascino la firma di una poesia amarala mia vita.
Quando sto lì a chiedermi cosa devo fare, confuso dalla paura di sbagliare, me lo chiedo talmente tante volte che poi, qualunque cosa faccia, non è mai la cosa giusta e a volte neppure quella sbagliata, ma che alla fine mi porta dove non volevo andare. Allora agisco d’istinto, di riflesso, di cuore e poi succeda quello che deve senza nessun rimpianto.
Ho imparato che è importante camminare con delicatezza ed eleganza, per apprendere la vita, per conoscere le persone. Sono doni che incontri sulla tua strada, ho sentito dentro ad ogni incontro, ad ogni passo, un’emozione ho imparato a guardare tutto con la giusta luce e ad apprezzarne i punti d’ombra. E continuo a vivere, continuo a camminare, continuo ad imparare… con i tacchi nella vita, ma a piedi nudi nell’anima.
Quando devi scegliere il male minore, non lo fai mai davvero, scegli solo un dolore differente.
La vita terrena è un labirinto pieno di incognite e interrogativi, la cui porta d’ingresso è in sé e di per sé l’incarnazione dello spirito e non può esser altro; e quella d’uscita, la morte stessa del corpo fisico. E la reincarnazione, a sua volta, è un bonus “extra” diciamo, ossia un’altra fase di apprendistato e ricerca attraverso i suoi sempre più numerosi meandri.
La vita non è un carnevale, illusorio è nascondersi dietro la fatua beltà di una maschera perché finita la festa e tolto il travestimento riappare la realtà che invano avevamo tentato di occultare.