Bertolt Brecht – Vita
Amo le consolazioni della carne e non posso soffrire i vigliacchi che le chiamano debolezze.
Amo le consolazioni della carne e non posso soffrire i vigliacchi che le chiamano debolezze.
Ci sono delle persone che credono molto e solo in se stesse. Io penso che nessuno può vivere senza gli altri. Siamo legati da fili invisibili e accade di incrociare lo sguardo di qualcuno che va nella nostra stessa direzione. Solo che a volte gli occhi non sanno riconoscere ciò che invece saprebbe fare subito, e per questo alcuni poi “deviano”, “spezzando” il filo.
La vita è come un boccale di birra: schiumosa, gustosa, profumata, a volte amara, ma poi così dolce, fresca, strutturata, di carattere. Appena la gusti ti lecchi i baffi, corposa, limpida anche quando è scura, ogni gusto, ogni colore va assaporato, mezza piena o mezza vuota dipende da come ti senti e quando arrivi alla fine sei pronto per un’altra perché una non basta mai. Forse avrò bevuto troppo, ma la vita non è mai troppo.
La vita non è di chi ha cuore, di chi è intelligente, di chi ha pazienza, di chi persevera. La vita è di chi ha culo.
Un uomo può vivere solo, solissimo; ma quando sa che intorno, invisibili, gli uomini e i luoghi gli sono amici, o almeno familiari. E quando gode la compagnia di qualche forte pensiero.
Comunicarerapportarsisocializzare,empatizzare…E poi… scegliererinunciarevivere o vegetare…Un idillio senza sosta…In una parolaEsistenza… infiniti percorsi tra Sé e l’Alterità.
Guardiamo il cielo in attesa di un miracolo, senza accorgerci che il miracolo siamo noi e tutto ciò che sta attorno.