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Antonio Dimasi – Vita

Ho corso 1000 vie,in una di queste mi son perso.Ho corso 1000 vie,in una di queste ho trovato l’amore.Ho corso 1000 vie,in una di queste ho trovato gli amici.Ho corso 1000 vie,in una di queste ho trovato la felicità.Ho corso 1000 vie,in una di queste ho trovato il dolore.Ho corso 1000 vie,in una di queste ho trovato il sorriso.Ho corso 1000 vie,in una di queste ho trovato la paura.Ho corso 1000 vie,in una di queste ho trovato il coraggio.Ho corso 1000 vie,in una di queste ho trovato la semplicità.Ho corso 1000 vie,e ho trovato tutto ciò che si può avere dalla vita.

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    Qualcuno si ostinava a ripetermi che ero vivo, nonostante tutto. Ma. Non ero vivo, un dilazione di vita concessami, con scadenza termine, siamo pochi noi “vivi per miracolo” altro non so, o meglio non ricordo, ricordo solo che sono vivo questo “dettaglio” è sufficiente per farmi riflettere e confrontarmi spesso con il riflesso che vedo allo specchio che con con aria saccente, mi dice che “tutto è vero” anche se mi ostino a non riconoscere la verità, ammesso che una qualsiasi verità esiste ancora. Never back down. Ci sono quei giorni che hai voglia di scriverlo. Ci sono quei giorni che dopo una discussione con amici ritornano alla mente quei posti dove la dignità dell’uomo è violentata ripetutamente dalla stupida umana follia, ossessionata del potere. Dove non sempre si pagano i propri errori. Dove le persone sono dimenticate, dalla vita. Mi sembra di vederli ancora passare in divisa con gli occhi di ghiaccio, con il volto impregnato dall’odio. Dalle loro labbra sputano fuori veleno e disprezzo per i nostri corpi stanchi. Sei anime in quella stanza, tutte unite da un’unica speranza: la libertà! Marchiati come bestie, divisi come schiavi.

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    Meno durevole della materia, meno forte di molti animali, debolissimo di fronte alla morte, l’essere umano è infinitamente superiore a tutto perché soltanto lui è un mistero personale.Per questo, di fronte a ogni a ogni nuovo figlio dell’uomo, l’umanità si trova scossa e commossa: consapevolmente o inconsapevolmente essa sente allora di esser di fronte al vertice della natura, alla prima meraviglia nell’universo.