Cesare Pavese – Vita
La vita non è forse più bella perché da un momento all’altro si può perderla?
La vita non è forse più bella perché da un momento all’altro si può perderla?
Cieli perlati e profumo di libri raccontati da un vecchio saggio, stare all’ombra e in disparte per vedere nascere la primavera, raccogliere attimi e respirare la luce della luna che si specchia in un mare di esuberante profondità. Ho aspettato e le risposte sono arrivate da un coniglio parlante che rideva sopra un altalena di sogni che possono davvero volare se ci credi. Il vento mi sfiora i capelli e il profumo della mia pelle mi ricorda le dolci corse sui fiumi di cristallo. Non voglio più far finta di ascoltare il rumore dei miei pensieri perché tutto, ogni parola detta, ogni gesto fatto nel bene e nel male ritorna indietro a mostrare ciò che sono, realmente, e allora se non lo farò non potrò più abbracciare il sole perché la luna vedrà i miei occhi e capirà che il mio cammino non è stato vissuto secondo le mie scelte e secondo ciò che volevo ma secondo le scelte e ciò che volevano gli altri. E allora che vita è? Devo urlare per quanto è possibile e lottare perché anche la più piccola luce non si possa mai spegnere.
Nella vita contano soprattutto due cose: la salute e la voglia di lavorare. Io ho la salute, mia moglie la voglia di lavorare, non abbiamo problemi.
Lo sai che la vita esige il suo tributoe l’istinto viscerale del poeta è quello di cercare la propria vera anima.Così maledettamente tanta confusione davanti ai miei occhi,ma niente sembra riuscire a programmarmi e ancora sopravvivo.
Tat twam asi. Questa cosa vivente, sei tu.
Nato alla nebbia, alla desolazione, io cammino attraverso l’ipotesi, individuo.
Non cogliere l’attimo e l’esitazione ti lacererà l’animo.