Carl William Brown – Vita
Prima il caos, poi l’eros, dopo il verbo, in seguito la stupidità e infine ancora il caos o forse il nulla, ma comunque sempre il non essere.
Prima il caos, poi l’eros, dopo il verbo, in seguito la stupidità e infine ancora il caos o forse il nulla, ma comunque sempre il non essere.
Le cose se ne andavano e non c’era verso di fermarle. Solo di cambiarle, se uno aveve la possibilità.
Ormai manca poco al nuovo anno, pensa in un interminabile secondo che separa il vecchio dal nuovo, quanti frammenti ti vita ci sono. Quante vite frammentate, quante vite in frantumi. Quanta eternità sparsa nel tempo e nello spazio c’è in quel secondo. Un secondo dove tutto muore per rinnovarsi.
Passiamo ore e ore a pensare, pensare, pensare… Dimenticandoci spesso, l’unica cosa che dovremmo fare ogni giorno… vivere.
Vivi la tua vita come se fosse una partita a scacchi, avanza con decisione verso di lei, mangia le pedine della conoscenza, delle esperienze e della trasformazione, in modo tale da non trovarti impreparato e rischiare… uno scacco matto.
L’autobus alla mattina: una scampagnata di morti di sonno. L’autobus alla sera: il raccoglitore dei rifiuti del lavoro.
La vita è una trascendenza del concreto incatenata a miseri battiti di un orologio.