Baltasar Gracián y Morales – Vita
A vent’anni un uomo è un galletto, a trenta un leone, a quaranta un cammello, a cinquanta un serpente, a sessanta un cane, a settanta una scimmia, e ad ottanta non è più niente.
A vent’anni un uomo è un galletto, a trenta un leone, a quaranta un cammello, a cinquanta un serpente, a sessanta un cane, a settanta una scimmia, e ad ottanta non è più niente.
Tra le paludi, dove il pantano disorienta e l’ignoto domina il sentiero scelto, miscelando confuse e caotiche impronte, il cammino si fa più faticoso sui saliscendi del quotidiano.Avvolto dalle nebbie il “Nulla” impera, all’occhio incompleto del frenetico mortale, ma colui che aspetterà nuova leggera brezza troverà dapprima uno sconosciuto senza nome, ricoperto di mistiche fattezze; ma osservando l’acqua che passa sotto i ponti e ascoltando l’eco del profondo, ritroverà chi regna nel “Esistere”.
La vita è un vuoto sonnoNiente di piùUn sogno spezzatoTra lacrime di puro piantoe menzogne che seminan prato.
Fa che ogni giorno sia un “inno” alla vita. Ascolta il tuo cuore e segui ovunque la sua dolce melodia.
La vita ha tanti inizi, ma un’unica fine.
Il seme che nasce dal cuore, fruttifica nel vivere.
La vita è uno spazio infinito mascherato da istante.