Albert Einstein – Vita
Soltanto una vita vissuta per gli altri è una vita che vale la pena vivere.
Soltanto una vita vissuta per gli altri è una vita che vale la pena vivere.
Voglio fare della mia vita qualcosa di meglio di ciò che è stata fino ad adesso, mi sono sempre sentita un errore, o almeno cosi mi hanno fatta sentire, sempre troppo arrabbiata con qualcosa o qualcuno per essere felice, sempre troppo impulsiva per poter contare fino a dieci e riuscire cosi a non ferire chi amavo, troppo testarda e presuntuosa per ammettere che anche io commettevo degli errori, sempre troppo assente per accorgermi che c’era chi aveva bisogno di me e non riusciva mai a trovarmi. Alla fine ho capito che non è vero che sono un errore, nessuno lo è, ma ci si diventa se non fai nulla per cambiare le cose e l’opinione che hanno di te.
Il libro della vita è sempre diverso da come avremmo voluto scriverlo. La trama è sempre opera di altri.
Ho sempre odiato i giochi, soprattutto quelli con i sentimenti.
Non è necessario fare grandi cose per dare una svolta alla nostra vita. È sufficiente sfoderare un bel sorriso, lasciarsi alle spalle pensieri e preoccupazioni ed eliminare le persone false che avvelenano la nostra anima. E anche la vita tornerà a sorriderci.
Se c’è una cosa che la vita mi ha insegnato è la tolleranza. Non intesa come accettazione di tutto ma come consapevolezza delle diversità fra individui. Quelle diversità che fanno di ognuno di noi un essere unico e insostituibile. Tolleranza verso un modo di parlare non perfetto, un modo di agire non sempre coerente e rispettoso. C’è una cosa che insegna più di altre a capire l’eccezionalità di questo vivere: il dolore. Perché niente cambia le prospettive e ridimensiona l’ego come un dolore, una perdita o una sconfitta. Perché la tolleranza nasce quando l’ego riprende la giusta dimensione e diventa salvaguardia di sé stessi e non prevaricazione.
Da bambini si vorrebbe essere già grandi.Quando si è grandi, non lo si vorrebbe essere mai diventati.