William Shakespeare – Vita
È una bella prigione, il mondo.
È una bella prigione, il mondo.
Perché il mondo non invecchia né ingrigisce, mai. Siete voi a diventare vecchi e grigi. Finché vengono messi al mondo bambini, il mondo è nuovo fiammante, esattamente come nel settimo giorno quando il Signore si riposò.
Gli errori commessi servono per non ricadere, servono per capire gli altri e se stessi. Servono per rivelarci le consapevolezze della vita, non per giudicare o essere giudicati, sono da insegnamento per non commetterne più, o per lo meno; non commettere gli stessi! Si ha sempre un’altra possibilità, un altro spiraglio per non ricadere nel fallimento delle nostre possibilità, perché se si cade c’è sempre la possibilità di rialzarsi di nuovo, migliorando, rattoppando dove involontariamente o volontariamente si era formata una falla. Abbiamo la possibilità di rimetterci in cammino in qualsiasi momento si voglia, ricordando sempre della grande fortuna che abbiamo d’esistere, traendo dagli errori nuovo coraggio, nuova forza, riducendo i dispiaceri e aumentando le gioie. Se vogliamo possiamo perché volere è potere.
Il giovane vive di sogni irraggiungibili, il vecchio vive di ricordi superati.
Sebbene io abbia della vita una concezione tetra, ho sempre nutrito un grande amore per l’esistenza, un amore talmente grande da convertirsi in negazione della vita, perché non possedevo i mezzi per soddisfare la mia voglia di vivere.
Nessuna magia è in grado di cambiare il mondo, ognuno di noi ha dentro tutto l’occorrente per fare in modo che ciò accada. Abbiamo la facoltà di immaginarlo migliore, e non la volontà di cambiarlo.
Chi ti fa credere di essere limitato, piccolo, indifeso, impossibilitato a muoversi e a sognare, in realtà non sa che la vita è la favola più bella che si possa immaginare.