Albert Camus – Vita
Come rimedio alla vita di società suggerirei la grande città. Ai giorni nostri, è l’unico deserto alla portata dei nostri mezzi.
Come rimedio alla vita di società suggerirei la grande città. Ai giorni nostri, è l’unico deserto alla portata dei nostri mezzi.
Siamo cammini che non tornano indietro.
Se la vita è una gara, allora me la cavo come atleta.
Una nuova Forma si erge austera.Il suo sguardo arriva oltre l’inverosimilee si ferma ogni volta,il Richiamo, discreto ma austero,dell’Essere chiede colloquioe ascolta… il suo Tormentoso Divenire.Lacrime rigano il viso del mondo,inconsapevolmente avvilito.Intanto passi arditidi pochi eletti anelanocon Coraggio, a guardare l’orroreche si cela ditro Poltrone e Bottoni…
Può succedere che in nome di qualcosa o per dovere, pur lasciandoti in vita, ti creino danni cosi grandi che se ammazzi chi ti ha rovinato eserciti soltanto il tuo diritto alla legittima difesa.
Oggi, fra “essere” e “avere”, non ho più dubbi, scelgo l’essere. Anzi, ne prendo due!
Mi sembra di vederli ancora passare in divisa con gli occhi di ghiaccio, con il volto impregnato dall’odio. Dalle loro labbra sputano fuori veleno e disprezzo per i nostri corpi stanchi. Sei anime in quella stanza, tutte unite da un’unica speranza: la libertà! Marchiati come bestie, divisi come schiavi.