Robert Louis Stevenson – Vita
Essere ciò che siamo e diventare ciò che siamo capaci di diventare è il solo fine della vita.
Essere ciò che siamo e diventare ciò che siamo capaci di diventare è il solo fine della vita.
Se anche decidessimo di non avere fede, abbiamo comunque bisogno di credere in qualcosa per vivere.
Non aspettare il momento opportuno: crealo!
Solo i viventi più ruvidi sono capaci di grandi tenerezze.
La creazione, anche se produce l’errore, si dà sempre per amore di qualcuno che non siamo noi.
Mi era stato detto di non cogliere le mele perché appartenevano non so bene a chi. Proprio per questo ne ho colta una e mi è piaciuto rubarla e l’ho addentata di nascosto e il sapore era così diverso dagli altri, così nuovo, quasi divino. E a quel punto, non so chi, mi ha detto che avrei partorito con dolore e che la mia vita non sarebbe stata facile, che avrei dovuto soffrire solo per mostrare la mia esistenza. E così è stato. Sempre in ombra, sempre comparsa, sempre figlia di un Dio minore. Strega, demonio e poi puttana: bruciata sui roghi dell’ignoranza, condannata da un credo cieco e deforme, additata da una società isolata nei sui limiti crudeli e abietti. E adesso sono qui, con la mia vita e con la mia mela in tasca che addento, ogni tanto e ogni morso è un passo avanti, ogni morso è una parte di me che esce fuori, con un sorriso. Firmato: una donna qualunque.
Tutto ciò che fai ti verrà ripagato… anche se a volte con un po’ di amarezza nel cuore!