Claudio Visconti De Padua – Accontentarsi
Quando tutte le porte sono chiuse, e attendi che se ne apra una, attento potrebbe essere l’uscita dal tuo malcontento ma l’inizio di un inevitabile precipizio.
Quando tutte le porte sono chiuse, e attendi che se ne apra una, attento potrebbe essere l’uscita dal tuo malcontento ma l’inizio di un inevitabile precipizio.
Vagamente si limitava ad amare attratta e a tratti con estrema fusione e altrettanta confusione.
Per riuscire a vedere un prato fiorito dobbiamo amare noi stessi e gli altri, e accontentarci di quello che si ha. Io non voglio chiedere alla vita più di quello che mi a donato. Mi accontento di quello che o, in questo piccolo spazio di felicità che mi sono ritagliata addosso con fatica e che indosso come bellissimo abito che a volte mi calza bene ed altre volte mi sta troppo stretto. Ma è pur sempre mio. Ho sempre pensato che quando desidero troppo perdo di vista tutto ciò che di bello già possiedo e rischierei di smarrirmi in inutili insoddisfazioni. Voglio essere padrona delle mie gioie o in fondo, viverle con la lievità di una carezza, cercando di amarmi ogni giorno di più, per che solo se possiedo l’amore, nel cuore posso donare amore.
Ci sono lupi in forma umana, si nascondono sotto il manto di una pecora, sono persino gentili, generosi, ma seguendo il loro istinto sono pronti a divorarti a provocarti ferite mortali ferite nell’anima che sono dolorose ma non sanguinano!
Quando impiego il mio tempo per aiutare altri, aiuto me stesso, perché mi fa stare meglio!
Tutto ciò che proviamo è legato da arcane affinità che fanno delle anime nostre, compagne di viaggio.
È nella tua assenza che quantificheranno le qualità della tua presenza.