Giuseppe Donadei – Anima
Il nostro limite è che ci preoccupiamo più della decadenza del nostro fisico che della crescita della nostra anima.
Il nostro limite è che ci preoccupiamo più della decadenza del nostro fisico che della crescita della nostra anima.
La mia anima trabocca di complicata semplicità.
Stendi la tua anima sopra al mondo, come un vecchio pescatore stende la rete. Pesca il meglio della vita per aumentare la tua conoscenza.
La mente ruba al cuore ricordi che non ci sono stati se non nella speranza dell’anima,.
Bisogna preoccuparsi più per la propria anima che per il corpo… perché l’anima è per sempre.
Tutti i malefici del mondo non bastano a trasformare il disegno di Dio da oscenità e male, a bene e virtù. Salvare i propri servi dalle loro azioni vili non ha senso, come non ne ha avuto commissionare lo stesso assassinio come avvenne per Ida Dalser, perché il fascio del Cristo, discendende di Re Davide, non abbia più ostacoli, per prendere il destino di quello che si uccide, mangiandone il bene per la conquista e la rovina di tutto, rovina perché solo l’apparenza può cambiare, ma non la natura. Nella tristezza di quello che passa e più non torna, si possono solo vedere macerie e morte, tra le mura splendenti e poderose, un regno esteriormente saldo, ma c’è una diafana sostanza appena sotto l’apparenza vigorosa, e vani canti verso il cielo si odono nella culla della morte, “conquista”, “conversione” dicono gli angeli alle stelle, che tremanti o divertite si nascondono, forse nel luogo oltre la notte conosciuto solo a loro. Sotto, un mondo ormai sconfitto, moltiplicato con la macellazione, piegato all’insania, ingordigia e invidia di Dio e gli apostoli del figlio: la nuova terra dei guardiani celesti.
L’amore delizia l’anima e riveste di luce il cuore.