Laura Alba – Accontentarsi
“Il nonostante che” è un termine che mi sta un po’ stretto nei sentimenti, nelle ricorrenze, nel commemorare qualcosa.
“Il nonostante che” è un termine che mi sta un po’ stretto nei sentimenti, nelle ricorrenze, nel commemorare qualcosa.
Che importanza ha se non sei il miglior genio inventore del mondo come lo è stato Leonardo Da Vinci o se non sei il miglior centometrista del mondo come Bolt, tu sei il miglior te stesso dell’universo e nessuno batterà mai il tuo record. Che fallito.
Sarebbe bello se fossi una nuvoletta e vivere solo di sogni, ma dobbiamo tener conto che quando dentro abbiamo la vita, abbiamo la forza di essere tenaci e fiduciosi, può anche venire a bussare alla porta quel vento gelido che sussurra insistentemente, ma noi lo mandiamo via, gli facciamo cambiare rotta, facciamo sì che si disperdi nel nulla, perché la voglia di vivere è così forte, quella luce brillante è così accecante, che nulla può spegnere quella speranza che batte nel cuore ad ogni sospiro. L’uomo si abitua a tutto: anche ai propri dolori. Ma è sempre splendido alzare gli occhi al cielo e guardare le stelle, quasi come recitare una preghiera, nell’attesa che qualcosa cambi e la prossima volta alzare gli occhi al cielo per ringraziare.
“Benedetto l’uomo che non si aspetta nulla, perché non resterà mai deluso” era la nona beatitudine.
Poi ci sono persone belle perché lo sono dentro, ed è difficile emularle. Ricorda che voler assomigliare ad un’altra significa esserne solo la brutta copia. Originali e unici si nasce non si diventa.
Chi si accontenta gode?… no! Chi non si accontenta gode di più!
Mi chiedo, mentre la vita passa vicino, chi sono e cosa sto cercando. Ho mille domande senza risposta, mille timori, mille paure, mille pensieri, mille desideri, mille cose da fare. Ed ogni volta che mi ritrovo davanti ad un problema cerco sempre di risolverlo nel migliore dei modi possibile. Perché siamo noi stessi a farci forza, a dirci: “dai che ci la fai, non mollare” e così andiamo avanti nella vita.