Francesco Avella – Ateismo
Dio non fa parte del trascendente, bensì della fantasia umana. Quando gli uomini lo accetteranno, il mondo potrà solo migliorare.
Dio non fa parte del trascendente, bensì della fantasia umana. Quando gli uomini lo accetteranno, il mondo potrà solo migliorare.
A volte è soltanto l’orgoglio che ci spinge a dire: “io non credo a nulla!”, perché nessuno potrebbe mai credere di essere nato dal nulla!
Non c’è in fondo che una definizione valida: l’ateo è un credente divenuto adulto.
È facile fare aforismi su Dio: l’astratto è un foglio immenso.
Ma cosa ci fa un esercito dì suore dì clausura, quindi un esercito di affetto e attenzioni, chiuse ventiquattro ore al giorno tra quattro mura per 365 giorni all’anno vita natural durante? Uscite da lì e andate da chi ha bisogno dì voi, dì una vostra parola, dì una vostra carezza, andate in mezzo alla vita. Rinchiuse non servite a nessuno se non a voi stesse.
L’ateo è colui che crede a quello che vede e non vede quello che non c’è.
L’impero patologico della pulsione di morte si cura […] con un lavoro filosofico su di sé. Un’introspezione ben condotta ottiene che arretrino i sogni e i deliri di cui si nutrono gli dèi. L’ateismo non è una terapia, ma una salute mentale recuperata.