Antonio Rinaldi – Bacio
Ammantata da un’aura di morigeratezza, s’abbandona ai più lascivi baci, questa è la patria mia e il popolo suo, da sempre conciliante, s’arrese e diventò acquiescente.
Ammantata da un’aura di morigeratezza, s’abbandona ai più lascivi baci, questa è la patria mia e il popolo suo, da sempre conciliante, s’arrese e diventò acquiescente.
Più bello del solito, più nuovo, più giovane, più tutto.
Una spugna per cancellare il passato, una rosa per addolcire il presente e un bacio per salutare il futuro.
Bacio d’amore, tempo privo di tempo che si arresta, estatico e sublime.
Il riso sulla sua bella faccia pareva l’arcobaleno e io la baciai ancora.
Senza voce parli all’anima mia quando mi baci.
Lo sguardo che repentino si adagia sulle labbra, preludio del primo bacio o dell’ennesimo rimpianto. È in quel preciso frammento di tempo, al confine tra l’osare e il desistere, che la mente dovrebbe avere il buon senso di tacere per dar voce alla pelle.