Voltaire (François Marie Arouet) – Benessere e bellezza
Chiedete al rospo che cosa sia la bellezza e vi risponderà che è la femmina del rospo.
Chiedete al rospo che cosa sia la bellezza e vi risponderà che è la femmina del rospo.
Se volete poi sapere qualcosa di più sulla bellezza, che cos’è esattamente, consultate una storia dell’arte e vedrete che ogni epoca ha le sue veneri e che queste veneri (o apolli) messi assieme e confrontati, fuori dalle loro epoche, sono una famiglia di mostri. Non è bello quello che è bello, disse il rospo alla rospa, ma è bello quello che piace.
Memoria crudele, perché mi riporti sempre indietro nel tempo? Ed io, con la mia mente, sono costretto a vivere e a rivivere, ancora e ancora, la giovinezza e bellezza che non ci sono più?
La bellezza è soggettiva, è la prospettiva di una visione incantata.
Nell’immaginario femminile la scarpa rappresenta l’amica di una vita. Basti pensare al primo paio, che non si scorda mai, come il primo amore: ricordiamo tutte la prima volta che abbiamo indossato un paio di tacchi, innalzandoci a un’altezza artificiale che tutt’a un tratto ci faceva sembrare il mondo diverso, più luminoso, più bello, più raggiungibile. Ci siamo sentite donne, ci siamo sentite grandi, abbiamo percepito a occhi chiusi il vibrante potere di quelle calzature, quella sicurezza che da quel momento ci apparteneva. Abbiamo scoperto che per affrontare una situazione importante, come un discorso in pubblico o un meeting di lavoro, il caro tacco dieci è l’amico che ci sostiene; abbiamo appreso che per reagire a una brutta giornata un sandalo svettante verso il cielo è la spalla perfetta su cui piangere e che, se vogliamo sfoderare la nostra sensualità, lo stiletto è l’alleato perfetto, il Cyrano de Bergerac che ci suggerirà le mosse giuste per conquistare.
L’apparenza distorce l’essere del noi stessi.
Per stare bene con se stessi bisogna vedersi per ciò che si è. Bisogna guardarsi allo specchio, riconoscersi e sorridersi.