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  • Luca Wiseman Nii Jieni – Benessere e bellezza

    Credo che la bellezza non sia un fatto di estetica, ne di salute o di stare in forma, ne di cura. Penso che sia un insieme di cose. Il sesso che rappresenta la Bellezza è quello femminile. Ritengo che le donne siano anche più forti e più intelligenti, mentre noi uomini siamo più stabili e meno emotivi. Insomma, ci equilibriamo. Ma la Bellezza è donna. Ci sono ragazze bellissime, ma che si vestono, si truccano e si comportano in modo pessimo. Questo secondo me le svaluta. Anche la volgarità (intendo gonne corte, magliette trasparenti e modi troppo espliciti) sviliscono la sensualità e la bellezza delle donne. Credo che la bellezza, come la maturità, non dipenda nemmeno dalla sicurezza in se: penso che le persone sagge siano coscenti di commettere sempre errori, quindi non vedo perché essere così sicuri di se. Penso invece che la bellezza si basi sull’accettazione e sulla volontà: si dovrebbe accettare di non essere legati a nulla e nessuno, se non a chi si ama; si dovrebbe accettare che gli oggetti che possediamo, il nostro lavoro e quello che facciamo non identifica chi siamo veramente. Spesso i geni e le persone di valore sono morte giovani e vissute malamente, quindi il successo e la richezza non determinano chi è meglio di altri; si dovrebbe accettare di essere fallaci, quindi tentiamo di migliorarci il più possibile, senza inorgoglirci dei nostri successi; si dovrebbe volere con ogni fibra del proprio corpo ciò che si pensa sia giusto e ideale per noi, senza dare retta alla società, agli stereotipi e ai preconcetti: siamo noi i più adatti allo scopo di conoscerci e per capire di cosa abbiamo bisogno. Sviluppando noi stessi possiamo creare una nostra classe, un nostro stile, una nostra eleganza, il vostro sguardo sarà unico, la maturità si vedrà a un chilometro e saprete essere divertenti. Infine amerete attraverso una volontà adamantina. Così sarete felici. Così sarete completi. Così sarete Belli. Viva la Bellezza.

  • Sonia T. Grispo – Benessere e bellezza

    Nell’immaginario femminile la scarpa rappresenta l’amica di una vita. Basti pensare al primo paio, che non si scorda mai, come il primo amore: ricordiamo tutte la prima volta che abbiamo indossato un paio di tacchi, innalzandoci a un’altezza artificiale che tutt’a un tratto ci faceva sembrare il mondo diverso, più luminoso, più bello, più raggiungibile. Ci siamo sentite donne, ci siamo sentite grandi, abbiamo percepito a occhi chiusi il vibrante potere di quelle calzature, quella sicurezza che da quel momento ci apparteneva. Abbiamo scoperto che per affrontare una situazione importante, come un discorso in pubblico o un meeting di lavoro, il caro tacco dieci è l’amico che ci sostiene; abbiamo appreso che per reagire a una brutta giornata un sandalo svettante verso il cielo è la spalla perfetta su cui piangere e che, se vogliamo sfoderare la nostra sensualità, lo stiletto è l’alleato perfetto, il Cyrano de Bergerac che ci suggerirà le mosse giuste per conquistare.