Klara Erzsebet Bujtor – Cielo
Contemplo il cielo, perché questa triste aria, velata di nebbia sottile? Perché il sole inchina davanti a quest’infinito lacrimoso, e non raggia su di noi, per quale colpa?
Contemplo il cielo, perché questa triste aria, velata di nebbia sottile? Perché il sole inchina davanti a quest’infinito lacrimoso, e non raggia su di noi, per quale colpa?
Limiti sono infiniti… solo l’infinito non ha limiti, l’eterno è limitato della fantasia.
In cielo c’è vita!
A correr di fretta si respira solo l’aria inetta della fatica che investe la vita…
Quando il sì: l’amicizia è il sì per sempre, il matrimonio è il sì per la fine dell’amore…è una parolina breve il sì, ma pesa più d’ogni altra parola. Prima di dire il sì, dire il no, per aver tempo di riflettere.
Ma intanto la noce [una noce di nuvola, è detto prima] aveva partorito e svolto il più nero e feroce nembo che si vedesse da un pezzo in qua. Parve che si avventasse direttamente sul campanile, unico desto in quella vasta calura pomeridiana sprovveduta, per soffocarvi la squilla. Ma lì fu respinto, inzeppato su sé medesimo come un furioso che venga a scontrar la corsa e la rabbia su due saldi pugni. Di steso ch’era, crescente ad aduggiar cielo e terra, ribollì come la risacca del mare, rifluì e impennò il suo precipizio in una colonna da sfondare il firmamento.
Le stelle sono nel cervello dell’uomo.