Ingrid Rivi – Abbandonare
Cammini a ritroso nei sentimenti fino a sparirevattenenon voltartichiudi la porta alle tue spallema perché non giri la chiave nella serraturacos’è quello spiraglio di angoli di luce socchiusi.
Cammini a ritroso nei sentimenti fino a sparirevattenenon voltartichiudi la porta alle tue spallema perché non giri la chiave nella serraturacos’è quello spiraglio di angoli di luce socchiusi.
Stesa su una botola umida della cantina fissava supina il soffitto con uno sguardo trasognato quasi se dovesse aprirsi uno squarcio di limpido cielo di colore fresco azzurro. Ma solo viscide tenebre pendevano sulle sue uggiose membra.
L’abbandono? Il gesto più grave, l’atto più imperdonabile, l’azione che lacera il cuore e lascia un vuoto, impossibile da colmare.
Per alcuni è naturale pensare di entrare e uscire dalla vita di qualcun altro, solo perché quel qualcun altro è accondiscendente a lasciarlo entrare. Pensa, si illude probabilmente, che nell’uscire da una casa lasciando la porta aperta possa ritrovare tutto com’era, ogni cosa al suo posto, al suo rientro. Ma lasciare la porta aperta mette una persona, così come ogni casa, soggetta al vento, alla pioggia, a chi vuole approfittarsi dell’incuranza di chi l’ha lasciata incustodita. Nessuno resta tale e quale quando un altro se ne va, non vi è casa che resta tale e quale se lasciata a sé.
Mi chiedo se tutto questo ha un senso, mi chiedo perché non sono riusciuto a capire cosa volevi da me, mi chiedo perché non hai capito cosa io volevo da te, mi chiedo perché due persone innamorate come noi non sono riusciute a trovare l’intesa giusta per vivere una bella storia d’amore, mi chiedo perché è finito tutto così, mi chiedo… mi chiedo tante cose, ma non trovo le risposte a tutte le mie domande.Cosa volevo io? Stare con te, amarti, rispettarti, aiutarti, darti quello che nessuno ti avrebbe mai dato ma per te sono state più importanti altre cose, altre persone. Sei stata in questi anni il mio angelo custode, hai riempito le mie giornate con le tue telefonate con le tue parole dolci, la sera mi addormentavo pensando a te e la mattina mi svegliavo con te nei miei pensieri… mi chiedo perché tutto questo non possa ritornare… certe volte penso che sia meglio morire che continuare a vivere con questo dolore che ti accompagna per il resto dei tuoi giorni.
E ho imparato troppo spesso a mie spese che se le cose vanno bene, vanno bene da subito. Non ho più tempo e voglia di rincorrere le persone o elemosinare attenzioni.
C’era il buio nel profondo del suo cuore, ma bastò una piccola scintilla per illuminarlo…