Elisa Palmieri – Comportamento
La parola data, è un contratto verbale. Se non la mantieni, non hai valore.
La parola data, è un contratto verbale. Se non la mantieni, non hai valore.
Una zappa avvolta in un panno di lana dura all’infinito.
Spendere qualche parola di conforto non costa nulla ma innalza lo spirito dell’indigente.
Devi capire che ognuno ha diritto di dire ciò che pensa, che ha il diritto di fare ciò che sente. Devi comprendere che ognuno ha i suoi problemi, i suoi momenti e i suoi difetti. Devi ascoltare senza giudicare, devi comprendere ciò che ti viene detto e anche se non lo condividi lo devi accettare. Tutto questo si chiama rispetto. Certo… Ma la domanda è: “Quando sono io a voler essere capita e a volermi avvalere del diritto di poter dire cosa penso e fare ciò che sento!? Oppure quella che sbaglia perché come tutti dotata di difetti. E quando sta a me essere ascolta e compresa… Dove cazzo sta questa fatidica cosa chiamata” rispetto”!?
Se parlo poco, non vuol dire che non mi piaccia parlare, quel che non mi…
Immaginiamo che qualcuno, per esperienza propria o perché glielo fanno notare gli altri, riconosca un grave difetto del proprio carattere e se ne rammarichi, proponendosi con fermezza e sincerità di migliorarsi e di liberarsene: ciò nonostante, alla prima occasione, quel difetto avrà di nuovo libero corso. Nuovo pentimento, nuovo proposito, nuova ricaduta.
Quando si perde il rispetto di una persona, si perde del tutto quella persona.