Anna Maria D’Alò – Comportamento
Ci sono momenti in cui ti senti sospeso tra il dubbio e la certezza, la scelta e la decisione. Infine non sei tu a decidere, ma sono gli eventi a farlo per te.
Ci sono momenti in cui ti senti sospeso tra il dubbio e la certezza, la scelta e la decisione. Infine non sei tu a decidere, ma sono gli eventi a farlo per te.
Molte persone credono che “Non perdonare” sia portare, covare e provare rancore e odio verso qualcuno. Non credo che sia così. Personalmente… Ho ricevuto male, come molti di voi. Ho affrontato e anche perdonato in alcuni casi dove ho visto un sincero pentimento e l’ammissione sincera di aver commesso un errore. Ma non so perdonare laddove vedo che si sorride di fronte al male inflitto, dove volutamente se ne continua a fare… Questo mio “Non perdono” non è odiare quelle persone, ma semplicemente scegliere di “Ricordare” chi sono, cosa hanno fatto, il modo che hanno scelto di vivere e di lasciarle alla loro strada. Per come sono fatta io si perdona si, ma non tutto. Il perdono divino non spetta a me; e fin quando sono viva e padrona di me stessa decido io a chi donare il mio perdono e chi lasciar andare.
Ci sto maledettamente bene in questo mondo, è la mia casa e cerco di preservarlo…
Non sono asociale, mi faccio semplicemente i cazzi miei!
Ammiro le persone “comuni” ,sai, quelle che non hanno grandi cose materiali, che non frequentano posti lussuosi e non vestono abiti firmati. Ammiro queste persone perché quando mi guardano, non guardano cosa indosso, quanti gioielli ho e che lavoro faccio. Loro guardano il mio sguardo, il mio sorriso, assaporano la mia vivacità e godono della mia compagnia. Ammiro queste persone perché pur avendo meno di altre, portano dentro di se delle ricchezze enormi. Quelle ricchezze capaci di arricchire anche chi gode della loro compagnia, chi divide con esse il proprio tempo beneficiando di un arricchimento interiore che nessuna ricchezza materiale potrebbe comprare.
Ormai discuto talmente tanto con gli altri, che stamane litigavo con la persona che avevo…
È nell’attesa del compiersi che si assapora il compiuto.