Francesca Berretta – Comportamento
Cos’è più facile: perdere o lasciare?
Cos’è più facile: perdere o lasciare?
Esserci per gli altri è il modo migliore per non esserci per se stessi. Sottrarsi, dimenticarsi.
Quando c’è dialogo non c’è bisogno di divieti.
Molte persone tengono i piedi in più scarpe, ma così facendo rimangono scalze.
Penso che ciascuno di noi custodisca dentro di se un piccolo desiderio che vorrebbe realizzare, ma la realtà spesso ci delude perché vediamo superficialità, poca attenzione, pessimismo. Certo non è che tutto può essere facile e che si possa vivere in totale mancanza di problemi, ma proviamo a guardare da un altro punto di vista, cominciando dalle piccole cose che ci fanno stare bene come ad esempio, quando è possibile, tornare in quel luogo dove ci piace stare, ascoltare quella canzone che ci evoca bei ricordi, chiamare quell’amica che ci fare stare bene. Perché la serenità nasce dalle piccole cose, dai piccoli piaceri di ogni giorno, dall’energia che ci porta a fare il primo passo, e gli altri verranno e chissà anche il piccolo desiderio si potrà realizzare.
E allora mi sono guardato negli occhi. Raramente ci si guarda, con se stessi, negli occhi, e pare che in certi casi questo valga per un esercizio estremo. Dicono che, immergendosi allo specchio nei propri occhi – con attenzione cruciale e al tempo stesso con abbandono – si arrivi a distinguere finalmente in fondo alla pupilla l’ultimo Altro, anzi l’unico e vero Sestesso, il centro di ogni esistenza e della nostra, insomma quel punto che avrebbe nome Dio. Invece, nello stagno acquoso dei miei occhi, io non ho scorto altro che la piccola ombra diluita (quasi naufraga) di quel solito niño tardivo che vegeta segregato dentro di me. Sempre il medesimo, con la sua domanda d’amore ormai scaduta e inservibile, ma ostinata fino all’indecenza.
L’invidia genera individui pericolosi.