Luciano Meran Donatoni – Abitudine
Se impieghi il tuo presente, per scavare nel tuo passato, il futuro te lo vedrai negato.
Se impieghi il tuo presente, per scavare nel tuo passato, il futuro te lo vedrai negato.
Mostrami uno che origlia per abitudine congenita, con gli istinti di un guardone, e io ti mostrerò come nasce un drammaturgo.
Imparare a convivere con noi stessi migliora il rapporto con gli altri.
Lei era persa tra i suoi guai ed io ci ero finito in mezzo.
Gli era accaduto in quel momento ciò che accade sempre alle persone che, all’improvviso, sono messe davanti all’evidenza di una cosa che fa loro vergogna. Egli non seppe atteggiare il suo viso alla circostanza, visto che la moglie aveva scoperto la sua colpa: invece di mostrarsi offeso, di negare, di giustificare, di chiedere perdono, magari di affettare indifferenza – tutto sarebbe stato meglio che quel che aveva fatto – il suo viso, proprio involontariamente (azioni riflesse del cervello, pensava Stepan Arkadevic, che si dilettava in fisiologia) s’era atteggiato al suo sorriso abituale, buono, e perciò stupido in quel momento.
In una coppia, quando molti punti di vista in comune, soccombono nel dissenso, vuol dire che “per il tempo di stare insieme” è iniziato il conto alla rovescia.
Dove si nasconde la sensibilità? Forse tra le pieghe nascoste del dolore? Forse nel timore di non essere adeguato? Forse nel bisogno di aspettare che siano gli altri a capire, a perdonare, ad aspettare, a lenire le ferite, a darti certezze… è forse qui che si nasconde? No, non è qui che si nasconde, questa io la chiamo fragilità.