Samuel Beckett – Accontentarsi
Posso solo evadere con le palpebre serrate.
Posso solo evadere con le palpebre serrate.
Cammino con i miei pensieri, avvolte stanca, ma dalla terra non mi sollevo, ma resto…
Un ottimista si accontenta di poco, un pessimista non si accontenta di nulla.
Chi attende ha costanza a raggiungere il proprio obiettivo.
“Accontentati” ma perché devo farlo? Se decido di accontentarmi sminuisco la mia persona, vuol dire che valgo poco, quindi merito il niente… io non lo voglio il niente, io voglio il “tutto” o perlomeno quello che merito, quello che desidero, quello per cui lotto tutti i santi giorni, sono nata senza chiederlo, posso almeno vivere come voglio? Io non ci trovo nulla di sbagliato a non accontentarsi, viviamo in un epoca dove le principesse sposano gli operai e baciano i rospi, dove i cani si innamorano dei gatti e i topi col gatto ci vanno a nozze, e dovrei accontentarmi io? Non se ne parla!
Tutti ce l’hanno con i perdenti!
Cosa resta dell’ansia dell’attesa? Alle volte solo l’ansia, altre solo l’attesa.