Angelo Cora – Acqua
Non sempre, l’acqua che cade dal cielo si rivela quel fresco piacere da bere.
Non sempre, l’acqua che cade dal cielo si rivela quel fresco piacere da bere.
Gocce di pioggia che ticchettano come lancette.
La fretta e la superficialità, sono le oscure caratteristiche dell’uomo moderno, che rende vano il suo intento, scordando l’importanza del tempo.
Il continuo scorrimento delle acque di un fiume infonde un senso di eternità.
Le donne. Il mare sembrava, tutto d’un tratto, averle aspettate da sempre. A credere ai medici, stava lì, da millenni, perfezionandosi pazientemente, nell’unico preciso intento di offrirsi come unguento miracoloso da offrire alle loro pene, dell’animo e del corpo. Così come andavano ripetendo in salotti impeccabili, a mariti e padri impeccabili, gli impeccabili dottori, sorseggiando tè, e misurando le parole, per spiegare, con paradossale cortesia, che lo schifo del mare, e lo choc, e il terrore, era, in vero, serafica cura, per sterilità, anoressie, sfinimenti nervosi, menopause, sovraeccitazioni, inquietudini, insonnie. Ideale esperienza per sanare i turbamenti della giovinezza e preparare alla fatica dei muliebri doveri. Solenne battesimo inaugurale di giovinette divenute donne.
L’acqua è buonissima, soprattutto la domenica mattina.
Somigliano a fiocchi di neve le donne, eleganti, fredde, sinuose, pare una danza, il loro innanzi passare. Ma basta uno sguardo impetuoso, per farle, sciogliere il cuore.