Franco Pancaldi – Anima
Non raccontarmi cose che so, parlami di quello che verrà.
Non raccontarmi cose che so, parlami di quello che verrà.
Per un’ora diletta compensi amari d’anni, centesimi strappati con dolore, scrigni pieni di lacrime.
La voce del risveglio risuona quando non è più la mente a disturbare, ma l’anima a disturbare nostra mente…
Ti ho visto mentre correvi verso di me raccogliendo fantasmi che non turbavano il mio cuore e il tuo viso era ciò che ho sempre desiderato. La terra ha aperto un vortice che piano piano mi ha risucchiato fino a rendermi concime per fiori che seguono la direzione del vento senza nemmeno accorgersi del calore del sole. Mi fermo a pensare e guardare il mio volto come non ho mai fatto in tutta la mia vita e tutto si fa chiaro nel dolore e nella gioia di una vita vissuta. Tutto ciò che ho donato non andrà disperso e se non tornerà cavalcherò onde sempre più alte, aspetterò seduta su una roccia l’arrivo di un gabbiano che dolcemente mi riporterà le ali per poter volare di nuovo. Niente si perde e tutto ritorna anche se in forma differente. Ma donare con il cuore e come dare nutrimento all’anima…
Ciò che rimane nascosto nello spazio buio dell’anima non avrà mai fioritura.
La notte, con il suo freddo in faccia, mi fa tanto pensare per poi gioire…
A volte un corpo orribile nasconde un’anima candida.