Salvatore Salvax Calabrese – Anima
L’anima intrappolata in un cupo anfratto. Occhi persi nel buio, sempre in cerca di di una fievole luce. E capisco quanto sia vana ogni speranza, nell’angosciosa ricerca dell’inutile.
L’anima intrappolata in un cupo anfratto. Occhi persi nel buio, sempre in cerca di di una fievole luce. E capisco quanto sia vana ogni speranza, nell’angosciosa ricerca dell’inutile.
Spesso allontaniamo da noi, o meglio dalla nostra esistenza, chi o cosa, in apparenza vediamo…
Quante persone non conoscerò mai? Sono tutti universi a sé stanti. Tutti così vicini, eppure così distanti. Non potrò mai conoscerli come vorrei. Andare al cuore di ognuno, ammirarne le forme, i colori, le più intime vibrazioni. Sento che è per me una grande perdita. Sono come poesie che non leggerò mai. Portiamo in noi stessi echi di melodie celesti, eppure viviamo in un mondo di sordi.
Proprio in quei momenti in cui sei spento e inibito lo spirito fa i suoi viaggi più lontani.
Quando il corpo muore, l’anima continua per l’eternità… i cinque sensi fanno funzionare bene il corpo, l’anima l’umanità.
Il sentiero della vita e lastricato di merde e di vaffanculo. Noi lo percorriamo, inermi, scegliendo di volta in volta se schivare o calpestare.
È l’emozione, la percezione a rendere bello ciò che la vista non potrebbe mai eguagliare.