Antonio Cuomo – Anima
Riservami un angolo del tuo cuore, perché non abbia a temere dell’inferno. Amami come tu sola puoi… saziami di Te! Anche se mi dovrai mentire… perché anche di una tua bugia, io vivo.
Riservami un angolo del tuo cuore, perché non abbia a temere dell’inferno. Amami come tu sola puoi… saziami di Te! Anche se mi dovrai mentire… perché anche di una tua bugia, io vivo.
Dobbiamo avere ricchezza d’animo.
Il colore è un mezzo di esercitare sull’anima un’influenza diretta. Il colore è un tasto, l’occhio il martelletto che lo colpisce, l’anima lo strumento dalle mille corde.
Ma sognare qualcosa di improbabile ha un proprio nome. Lo chiamiamo Speranza.
L’anima deve scegliersi le fogne adatte per liberarsi dei propri escrementi. Questa funzione viene assolta da persone, conoscenti, professioni, la madre patria, il mondo, o infine, per i veri arroganti (intendo i nostri moderni pessimisti), dal Buon Dio.
Una schiavitù volontaria è l’orgoglio più profondo d’uno spirito malato.
Si dice che l’anima resta e la carne muore. E lo si dice sottolineando l’importanza dell’anima rispetto alla carne. Che errore! Proprio perché muore la carne è più importante dell’anima. Di anime ce n’è un vagone di scorta. Ma di carne… Quando la carne è finita, in segno di nervosismo ti mangi le unghie. È la carne che è importante, l’anima la trovi anche al supermarket delle fedi: animismo, reincarnazione, ortodossi, poco ortodossi, per niente ortodossi, mormoni, cattolici, calvinisti, ce n’è per tutti, e ciascuno di noi ha un solo inestimabile corpo e mille anime in accessorio. L’anima buona, l’anima candida, l’anima nera. Possiamo essere un giorno generosi e un giorno crudeli. Un giorno innamorati e un giorno carichi d’odio. È solo il corpo, la carne, che testimonia che siamo sempre noi, la stessa persona che cambia tutte queste anime, tutti questi atteggiamenti, come un vestito: l’anima casual, l’anima da sera.