Marco Alberici – Antichi aforismi
La troppa delicatezza estingue i piaceri per l’avidità di moltiplicarli, perché rendendo ella il corpo appena sensibile al diletto raro e squisito, lo lasci incapace di gustare il facile e il quotidiano.
La troppa delicatezza estingue i piaceri per l’avidità di moltiplicarli, perché rendendo ella il corpo appena sensibile al diletto raro e squisito, lo lasci incapace di gustare il facile e il quotidiano.
I vizi dell’umanità non sono meno nell’ordine delle cose che i fulmini e le tempeste.
Gli egoisti sono poveri maestri nell’arte di godere, ignorando la gioia del dare e del darsi.
I precetti, i testamenti, e le leggi hanno ad esser brevi: perché cosi da non meno di confusione agli scolari, meno di occasione di litigiosa ai leggisti, e men di sottile interpretazione ai politici.
Qual è il miglior rimedio che usar si possa nelle cose, irrecuperabili?La dimenticanza d’esse.
Alcuni poveri mostrano di non far caso delle ricchezze; ma con ansietà dell’onore riempiono il mancamento dell’oro.
Chi è che ben vive?Colui che celatamente vive.