G. Viogolo – Arte
Son belle le sere quando la luce scende di colore e dall’oro e dal viola s’immerge nel turchino.
Son belle le sere quando la luce scende di colore e dall’oro e dal viola s’immerge nel turchino.
I colori non sono pietre e oggetti che possono vivere separati. Diventano vitali solo quando instaurano tra loro un loro rapporto di accordo o di dissonanza. È l’insieme che caratterizza l’opera e dona ad essa un particolare timbro di tipicità.Nei colori degli “altri” amo e percepisco tutte le gamme cromatiche, ma davanti al mio quadro, qualunque sia il suo limite, il rapporto con la tavolozza è sofferto, anche quando mi sembra che tutto sgorghi spontaneo.Il colore, per me, ha un valore morale.E quindi il bianco può essere purezza e luce; il nero denuncia, contrasto compressione, angoscia. La gamma dei grigi esprime severità, ma anche dolcezza. I bruni, gli ocra, i blu e i rossi si inseriscono a rappresentare varietà di sentimenti, oltre che a determinare risonanze timbriche. Il nero, in particolare, è un colore che assume un ruolo significante, sia da un punto di vista tecnico che psicologico ed emotivo.
I muri dei palcoscenici trasudano rancore.
La vita è un quadro il cui colore aspetta solo di essere impresso.
L’artista deve amare la vita e mostrarci che è bella. Senza di lui non ne saremmo tanto sicuri.
Mettere la museruola all’arte è privare della voce l’anima.
Una passione sfrenata per l’arte è un cancro che divora ogni altra cosa.