Manuela Camporaso – Ateismo
Un ateo che si vanta di esserlo non è per nulla diverso da un credente che cerca di imporre la sua religione. L’arroganza non fa distinzioni e non è “credibile” a priori.
Un ateo che si vanta di esserlo non è per nulla diverso da un credente che cerca di imporre la sua religione. L’arroganza non fa distinzioni e non è “credibile” a priori.
Si è detto perfino che la più alta glorificazione di Dio consiste nella sua negazione da parte dell’ateo, che trova la creazione così perfetta che può fare a meno di un creatore.
L’uomo immagina qualcosa al di là di ogni barriera. Piuttosto che il vuoto, l’inutile, l’inesistente, l’atemporale, sentendosi vivo e pensante, immagina Dio. Confrontandosi poi con l’immaginato, vedendosi nudo e sprovvisto, cerca di realizzarlo e attiva in sé una marcia che non avrà mai fine. Così, l’immaginato, per il tramite della potenza della fede, realizza, strada facendo, se stesso.
Le crepe nell’anima sono come tanti piccoli abissi invisibili ma perennemente presenti, pronti a riempirsi di rabbia o d’amore ad ogni impercettibile sussulto del cuore.
Come il fiore è fatto per profumare l’aria, così il cuore è fatto per amare.
I soldi ti spendono.
Rispetto chi crede in Dio… Ma stimo chi crede nel proprio Io.