Alexandre Cuissardes – Ateismo
“Ama gli altri come te stesso”. Se dovessimo applicarlo alla lettera qualche mattina strozzeremmo il primo che incontriamo per strada.
“Ama gli altri come te stesso”. Se dovessimo applicarlo alla lettera qualche mattina strozzeremmo il primo che incontriamo per strada.
In Italia la più grande fonte di inquinamento acustico (e non solo) sono le chiacchiere dei politici.
Lo stesso segno, una x, può portare grande fortuna, o solo disgrazie. Se lo metti al posto giusto su di una schedina dei giochi può cambiarti la vita in meglio, se non va bene hai gettato un euro. Se la stessa x la metti su una scheda elettorale comunque tu la metta sprechi tempo e non vinci mai niente.
Mentre noi piangiamo i cinesi producono i fazzoletti per farci asciugare le nostre lacrime.
Forse sarebbe meglio fidarsi di chi ogni tanto dice qualche sano “non lo so” piuttosto che di chi ha sempre una risposta su tutto, e sempre la migliore (secondo lui).
Non mi sento di qualificarmi ateo per non sentirmi limitato; non mi sento di qualificarmi un credente di quel Dio comunemente prospettato, per non sentirmi ancor più limitato; sento di avere dei limiti anche se di essi me ne resta poco chiara l’ampiezza; sento che al di là dei miei limiti c’è una infinità di cose che non mi è dato al momento di capire ma, applicandomi, potrò in parte capire, ampliando conseguentemente i miei limiti; al di là di quest’ultimi, quello che c’è, solo Dio lo sa!
Non hanno bisogno di tramontipanorami o musicaè come se entrambi li conservassero dentroe quando sono insiemeli scoprissero l’uno nella presenza dell’altra,… quelli che si amano.