Nadia Consani – Carità
Non importa andare tanto lontano… c’è sempre qualcuno caduto nel pozzo vicino a casa tua, che ha bisogno di una corda per tirarsi su.
Non importa andare tanto lontano… c’è sempre qualcuno caduto nel pozzo vicino a casa tua, che ha bisogno di una corda per tirarsi su.
Se la Provvidenza ti ha elargito bene guarda benigno chi sopporta pene.
Abbracciatevi, abbracciatevi in un dolce silenzio, staccatevi da questo mondo di lamento, dall’aria stagnante dell’egoismo,…
Sono un vagabondo, che consuma le strade della sofferenza. Perdendomi nell’indifferenza di questo mondo impietoso, aspetto seduto senza un tempo sulla panchina della solitudine l’arrivo di un essere generoso, ma a volte è vano il mio attendere. Manco di tutto e in niente spero, ogni giorno mi affido alla clemenza del tuo cuore, ma tu passi veloce e, preso dai tuoi mille impegni, non mi degni di uno sguardo. Distrutto e stanco, all’incupire mi avvio verso un giaciglio sicuro, che spero di trovare, trascinando i miei passi lenti verso un destino che non mi garantisce il mattino, perché ogni notte può essere quello l’ultimo mio cammino.
Anche il sogno può essere quel piccolo frammento momentaneo di felicità, che ti fa volare nello spazio senza tempo dove tutto è possibile.Quando riapri gli occhi, pensi: “per un attimo ho vissuto felice la mia realtà sognata!”
La carità dispensa lo stato dal suo dovere sociale.Equivale a demandare al privato una missione dello Stato.
Se diciamo “invecchio”, vuol dire che abbiamo vissuto e stiamo ancora percorrendo la strada della vita, sia pure sempre in combattimento con il tempo tiranno.L’importante è che non sia lo spirito ad invecchiare, perché lo spirito è la benzina del nostro cuore e l’olio delle nostre membra.