Vladimir Majakovskij – Comportamento
Gli occhi del giudice sono barattoli di latta che scintillano in un mondezzaio.Capitò un pavone blu-ranciato sotto il suo occhio severo come il digiuno, – e scolorì sull’istante la magnifica coda di pavone!
Gli occhi del giudice sono barattoli di latta che scintillano in un mondezzaio.Capitò un pavone blu-ranciato sotto il suo occhio severo come il digiuno, – e scolorì sull’istante la magnifica coda di pavone!
Alla fine, dopo aver combattuto a lungo, ti arrendi. Non perché prossimo alla sconfitta, non perché privo di forze, né per tatticismo. Semplicemente perché dimentichi per cosa stavi lottando.
Quell’andare sull’orlo del precipizio da cui sgorga il tuo genio.
Quando ti dicono sei cambiata non gli credere, in realtà è cambiato il modo in cui ti guardano.
L’unico modo per stabilire se uno è rivoluzionario o terrorista è sapere se tu condividi la causa per cui combatte.
Immaginati farfalla e vivi la giornata come se fosse l’unica.
E, tanto per cominciare, chi non sa che la prima età dell’uomo è per tutti di gran lunga la più lieta e gradevole?Ma che cosa hanno i bambini per indurci a baciarli, ad abbracciarli, a vezzeggiarli tanto che, persino il nemico presta loro soccorso?Che cosa, se non la grazia che viene dalla mancanza di senno, quella grazia che la provvida natura s’industria d’infondere nei neonati perché con una sorta di piacevole compenso possano addolcire le fatiche di chi li alleva e conciliarsi la simpatia di chi deve proteggerli?E l’adolescenza che segue l’infanzia, quanto piace a tutti, quale sincero trasporto suscita, quali amorevoli cure riceve, con quanta bontà tutti le tendono una mano!Ma dove, di grazia, questa benevolenza per la gioventù? Di dove, se non da me? È per merito mio che i giovani sono così privi di senno; è per questo che sono sempre di buon umore. Mentirei, tuttavia, se non ammettessi che appena sono un po’ cresciuti, e con l’esperienza e l’educazione cominciano ad acquisire una certa maturità, subito sfiorisce la loro bellezza, s’illanguidisce la loro alacrità, s’inaridisce la loro attrattiva, vien meno il loro vigore. Quanto più si allontanano da me, tanto meno vivono, finché non sopraggiunge la gravosa vecchiaia, la molesta vecchiaia, odiosa non solo agli altri, ma anche a se stessa. Nessuno dei mortali riuscirebbe a sopportarla se, ancora una volta, impietosita da tanto soffrire non venissi in aiuto io […]. Se poi qualcuno vuol sapere come opero questa trasformazione, neppure su questo farò misteri.Conduco i vecchi alla fonte della mia ninfa […]. Lì, bevute a grandi sorsi le acque dell’oblio, un poco alla volta, dissipati gli affanni, torneranno bambini.