Ada Roggio – Figli e bambini
Affacciati alla finestra, quella stella… lì, sì, sono io.Ti aspetto, per riabbracciarti, come sempre, come ieri, come domani vorrei.Vorrei che fosse ora, ma aspetto che arrivi l’ora.
Affacciati alla finestra, quella stella… lì, sì, sono io.Ti aspetto, per riabbracciarti, come sempre, come ieri, come domani vorrei.Vorrei che fosse ora, ma aspetto che arrivi l’ora.
Padri che rinneghiamo, che arriviamo a odiare. Tra tutti i difetti che riconosciamo nei nostri padri e contro i quali combattiamo strenuamente, il peggiore si insinua viscidamente nella nostra gestualità, sconvolgendo le nostre serene logiche inscatolate. Come se qualcuno potesse imporre al proprio sangue, di scorrere più lentamente.
Invito tutti al mio funerale, sarà una festa, non ve ne sarà una uguale.
Le bugie fantomatiche, i sotterfugi, i sorrisi assottigliati dagli sguardi furbetti, le telefonate improvvise, le uscite a ogni ora, le apparizioni come i beati, le frasi sconnesse, i rossori in viso, appartengono a chi deride la vita e non ha stima di se stesso.
Tutti i bambini sono degli artisti, si divertono con poco, basta un foglio e dei pennarelli e il gioco è fatto. Poi da grandi perdono un po’ l’abitudine, ma tu Justin hai l’anima dai colori dell’arcobaleno. La tua mamma.
La guardi e vedi il suo primo sguardo, il momento che l’hai stretta a te. Ora si sente donna, ma è ancora la tua bambina. Non sai se è pronta ad affrontare il mondo. Certe scelte le cambieranno la vita per sempre, e tu puoi solo guardarla ed amarla, darle le tue braccia per farle capire che il tuo amore non cambierà mai.
Il cordone ombellicale della vitanon si potrà mai spezzareQuesta è la forza d’amore di una…