Agostino Mauriello – Comportamento
A volte fare troppo il buono ci si sente male con se stessi, e non sai se hai fatto bene a farlo o te ne devi pentire.
A volte fare troppo il buono ci si sente male con se stessi, e non sai se hai fatto bene a farlo o te ne devi pentire.
Proprio nei momenti di difficoltà ritroviamo il meglio di noi stessi, la nostra vera autenticità. Quando confidiamo le nostre preoccupazioni oppure gli altri le confidano a noi, prevale quel genuino e naturale senso di mutuo soccorso, quell’istinto olfattivo e animalesco che ci fa riconoscere come appartenenti tutti allo stesso branco.
La sete di giustizia attanaglia chi del suo fare quoditiano pone i valori sani del vivere con la massima trasparenza e onestà, prima per se stesso e poi per il prossimo, mentre chi arrabatta giorno per giorno la fredda e pacata indifferenza, è solo un accattone.
Riflettere senza agire è inutile, ma agire senza riflettere può essere veramente dannoso.
Con certe persone si è costretti a fare i fessi, perché si è troppo intelligenti…
Tollerarsi a vicenda e rispettare le opinioni altrui è una sana filosofia che però va rivista quando il vostro prossimo vi sta facendo finire, pian piano, in miseria.
A volte siamo troppo occupati a “salvare” o convertire gli altri, avvelenandoli, uccidendoli per prendere il loro destino e intelligenza, nell’insana macellazione, anche se fosse ordita e ordinata da Dio e le schiere di angeli, non diventa buona e opportuna, ma non ci accorgiamo di quello che annienterà noi, lo stesso male che l’Onnipotente fa passare per bene, per salvare i suoi e vestirli dell’innocenza massacrata (salvata). Una salvezza ipocrita è più imprudente e incerta rispetto a quello che si vorrebbe contrastare, come affrontare dei mulini a vento, mentre il vero rischio è un altro, che si lascia tranquillamente entrare nel futuro. Quello che erroneamente si definì “amore” è come il falso aspetto degli angeli, sarà la fine e l’estinzione nel nulla eterno di questo Mondo e degli altri.