Albert Camus – Morte
Tra me e me dicevo che anche la morte del corpo a giudicare da quello che avevo visto, era in sé una punizione sufficiente, assolveva tutto.
Tra me e me dicevo che anche la morte del corpo a giudicare da quello che avevo visto, era in sé una punizione sufficiente, assolveva tutto.
Leggendo qua e là quanta sofferenza nelle parole delle persone, quante vite che finiscono col sorriso sulle labbratutto ciò mi induce alla riflessione. Il vizio di lamentarsi sempre, quando invece esiste gente che convive con la morte e ha sempre parole di conforto per il prossimo.
Ogni respiro che fai ti avvicina sempre più alla morte.
Il mio amore per te durerà anche dopo la morte, perché la morte dura per sempre…
Visto che non posso vivere come posso, lasciatemi morire come voglio.
Teorema. La vita è dinamicità, la morte è staticità e come tale è necessariamente contenuta in essa.
Ho scelto il mio epitaffio: “Inferno: Visualizzato alle ore 18: 43”