Alberto Schön – Tempi Moderni
Lo stilista di moda progetta strutture inutili intese a nascondere il vuoto, il niente da dire.
Lo stilista di moda progetta strutture inutili intese a nascondere il vuoto, il niente da dire.
Ripensando a un anno fa, so per certo che rifarei tutto, ma con più grinta e più carattere, senza compromessi. Io sono come sono e non mi cambierò mai, è il mio sorriso adesso che deve ritornare sul mio volto. È come un puzzle di 3000 pezzi, ci vuole pazienza nel riordinarli e a suddividerli per colore e forma, per poi intersecarli fra loro, ma per fare questo occorre molto tempo. Il tempo adesso non mi è molto amico, i miei pensieri si affollano nella testa e sembrano in confusione, attratti solo da un unico interesse, proprio quello a cui non dovrei pensare e mi fa star male. A poco servono le parole delle persone care, per cercare di aiutarmi a stare meglio, è da me che deve partire l’imput, me e solo me. Ci sono momenti in cui pecco di allegria apparente, altri di netta sofferenza, non è giusto ma è così, adesso. Vorrei essere come la fenice, morire e rinascere dalle proprie ceneri, più forte che mai.
Alla fine niente frega a nessuno e il tutto lascia spazio al vuoto dell’indifferenza.
Siamo nell’era del ritorno al baratto, una manciata di “mi piace” in cambio della dignità.
Ogni epoca ha avuto grandi guerre: la guerra di secessione americana, la rivoluzione francese, le due guerre mondiali, noi abbiamo la guerra degli smartphone.
Visto che il mondo sta prendendo una direzione delirante è il caso di assumere un punto di vista delirante.
Io sono solo la giusta acidità in questo mondo fatto di surrogato di miele.