Alessandro Ammendola – Stati d’Animo
Quante lacrime ho consumato senza rendermi conto che, in fondo, la vita mi curava in silenzio.
Quante lacrime ho consumato senza rendermi conto che, in fondo, la vita mi curava in silenzio.
Immenso è il mare in cui perdi lo sguardo fino all’orizzonte, immenso è il cielo notturno stellato che a furia di fissarlo non lo vedi più, immensa è la prateria il cui verde aumenta all’infinito la tua fantasia, immenso sei tu amore mio che riesci a farti amare ogni giorno di più.
Ma sapete una cosa? Il problema sono io. La colpa è mia, mia e basta. Sono io a credere determinate cose, io a cambiar umore per ogni piccolo dettaglio. A volte anche assurdi. Se le persone mi parlano in un certo modo, più affettuoso, io ci credo. Se si distaccano, se son più freddi, lo stesso. Per colpa mia. Se mi si viene data qualche attenzione in più, più di un abbraccio dalla stessa persona, più di un bacio sulla fronte, sui capelli, se passa per la radio più di una volta la stessa canzone, lui la canta guardandomi, io ci credo. Credo ai dettagli. Io mi affeziono. Io inizio a pensare a quei piccoli gesti, di mattina, di pomeriggio, di sera. La colpa è soltanto mia, ci casco. La colpa è mia che so di affezionarmi subito alle persone, nonostante sappia già di sbatterci la testa. Nonostante sappia di farmi male. Nonostante tutto.
Sei dolce, mi dicono, sei solare mi dicono, beata te mi dicono! Ma che ne sanno loro di quel che porto dentro? Nulla assolutamente nulla! Ed ecco perché rido, rido per non piangere m rido perché la vita è una beffa di elementi, elementi che non capiscono un falso sorriso, che sorride solo alla speranza! Come se a qualcuno fregasse di quel che è il mio sorriso, come se a qualcuno fregasse davvero se piango, come se la vita sorridesse solo a me! Non hanno capito che indosso molte maschere, maschere perché a nessuno interessa di vedere il mio vero volto!
È alla fine ti rendi conto che conta l’amore per te stesso è per chi ami!
Sei gentile e ne approfittano. Sei buona e ti scavalcano travolgendoti. Sei gentile e divengono ancora più maleducate, le persone. E tu? Dopo un attimo di incredulità, intelligente come sei ti metti in discussione, dentro. Ma poi non ti sposti di una virgola, sempre dentro. Resti ciò che sei. Rimani quell’essere speciale che sei. Che cambino loro, che si spostino, che ritornino al buio, dato che per brillare due minuti hanno bisogno di mettere in cattiva luce te. Che tacciano o urlino pure. Che parlino. Tanto tu non li ascolti.
Ogni minuto rubato alla mia triste solitudine è un minuto regalato alla vita.