Alessandro Ammendola – Tempi Moderni
Viviamo in una società dove l’ipocrisia è un’icona e le bugie un’applicazione.
Viviamo in una società dove l’ipocrisia è un’icona e le bugie un’applicazione.
Non sai quante volte avrei voluto essere io la tua notte insonne.
In futuro forse tutti quanti avranno la possibilità di condurre una vita dove il cibo non è una delle nostre preoccupazioni, in questo modo, molte persone, potranno concentrare molte delle loro energie nello studio.
Anche se la droga rovina il cervello, vi sono molti cantanti, molti artisti e forse anche molti politici e uomini di grido che la usano, ma già questi personaggi non hanno bisogno di molto cervello.
Distratta, indolente, prudente, la nostra borghesia ama i suoi figli viziati e ribelli.
A me la cosa peggiore in una scuola sembra l’uso di metodi basati sulla paura, sulla forza e sull’autorità artificiosa. Un tale trattamento distrugge i sentimenti sani, la sincerità e la fiducia in se stesso dell’allievo. Produce dei soggetti sottomessi. È relativamente semplice tenere la scuola lontana da questo gravissimo male. Date all’insegnante il minore numero possibile di mezzi coercitivi, così che l’unica fonte di rispetto da parte dell’allievo sia costituita dalle qualità umane e intellettuali dell’insegnante stesso.
La nostra vita è appesa ad un filo… del computer.