Alessandro Di Pinto – Frasi Sagge
Non amo giocare a carte scoperte… io gli occhi amo leggerli non ascoltarli.
Non amo giocare a carte scoperte… io gli occhi amo leggerli non ascoltarli.
Sei nato, vissuto e morto nel mondo virtuale. Ti resta il solo ricordo di tante chiacchierate, fra verità celate e bugie scaraventate. Adesso il gioco è finito, eri diventato noia nella mia gioia.
Chissà cos’è che muove il cuore lungo i legami familiari. A volte non si tratta di frequentazioni abitudinarie, ma percepisci quel senso di appartenenza che dà il valore più alto e nobile al tuo sangue. Forse perché riconosci la profondità di uno sguardo, ne desideri la vicinanza… Forse perché riassapori i profumi della tua infanzia. E ti muovi tra i ricordi, come un matto cui sono rimasti solo i sogni per vivere davvero. All’improvviso voci, mani, rimproveri bonari ti si accomodano dolcemente accanto. Ti senti stretto in una morsa. Non c’è altro, oltre i ricordi. Puoi affannarti a cercare di liberarti dai giorni che passi schiacciato tra ansie e insoddisfazioni. Ma tutto ciò che ti manca non tornerà. Se riuscirai a non morire dentro, per questo, potrai insegnare che l’amore contempla il lutto come una delle sue più alte declinazioni. L’amore è sostanza, che impregna il tuo continuo andare. L’amore è perfetto, nella sua totalità. L’amore è totale, nella sua sofferenza.
Alcuni individui ti dicono una cosa in maniera convincente ma lo dicono solo perché vogliono farti perdere qualcosa che per te è importante. Vorrebbero essere al tuo posto.Come quelli che dicono “Se fossi in te farei altro”, “ti consiglio di fare quel lavoro”, “per me dovresti…”, “se fosse la mia ragazza l’avrei già lasciata”.Per esempio queste affermazioni posso essere tradotte con: “Hai trovato qualcosa di buono”, “fai quel lavoro penoso”, “per me dovresti fare peggio”, “sbavo per la tua ragazza e la mia non ne vale nemmeno la metà”.Non bisogna mai ascoltare la persona superficiale o quello a cui rode.
Niente è più vero di quello che non diciamo, come niente è più reale di quello che non viviamo.
Non è malvagio eguale a quel che si compiace del far male.
Tutti i fiumi corrono al mare, ma il mare non si riempie.