Alessia Porta – Politica
In certe circostanze la Politica Italiana non può che chinare il capo, e fare un mea culpa, mi sa che è giunto proprio il momento.
In certe circostanze la Politica Italiana non può che chinare il capo, e fare un mea culpa, mi sa che è giunto proprio il momento.
Penso che ogni tanto qualche scappellotto ci voglia per questo tipo di bambinacce. L’elemento della truffa è quello che più mi colpisce. Non c’è stata e non c’è fino ad ora –se ci sarà lo dirò– una censura della Rai e del cattivo Berlusconi contro la satira della Guzzanti. C’è stato un tentativo evidente di guadagnarsi la censura da parte della Guzzanti, che ha associato alla satira, cioè al suo mestiere, un altro mestriere, quello del comizio politico “de paese”, “de borgata”, quello violento, duro, in cui le è scappata anche la famosa espressione “razza ebraica”, perché la ragazza è molto ignorante. La cosa che mi dispiace è la violazione del sacro canone del mestiere dell’attore. Uno fa la satira, punto e basta. Se uno attraverso la satira – come avvenne con Daniele Luttazzi – vuole fare campagna elettorale a favore del proprio partito, non va più in televisione. Molto semplice: non è censura, sono regole, regole sane.
Lo spirito, e non la forma della legge, mantiene viva la giustizia.
I politici sono bravi a fare solo una cosa: mentire.
La burocrazia cura in primo luogo i suoi interessi, poi se rimane tempo quelli dei cittadini.
Per essere grandi nella letteratura, o per lo meno, per operarvi una rivoluzione sensibile, bisogna, come nella politica, trovare un ambiente già predisposto e nascere al momento giusto.
Le donne fanno l’amore ovunque, i loro baci sono un esplosione di dolcezza.