Alessia Porta – Ricordi
Dovremmo soffermarci ad ascoltare le persone a noi care, quelle che non incontriamo da parecchio tempo, hanno sempre qualcosa di dimenticato da raccontare, qualcosa che ci appartiene, qualcosa di nostro.
Dovremmo soffermarci ad ascoltare le persone a noi care, quelle che non incontriamo da parecchio tempo, hanno sempre qualcosa di dimenticato da raccontare, qualcosa che ci appartiene, qualcosa di nostro.
Tra tanti ricordi, ce ne sono alcuni che vado sempre a cercare. Sarà che il fuoco ed il vento sanno come insieme bruciare.
Io non voglio ricordare, perché se ricordo sto male.
I sogni sono per tutti… la realtà è per pochi. Si vive sognando. Non si sogna di vivere…
– Lo sai perché non mi sono ancora uccisa? Dopo aver subito sulla mia pelle le mani che hanno scagliato mio figlio dalle mura di Troia, lo sai perché non mi uccido?[…]Perché la dolcezza dei miei ricordi è pur sempre maggiore dell’orrore di quel massacro. Ed essi mi sono talmente cari che solo per quelli ho la forza di vivere. La morte, anche di quelli mi priverebbe. Ettore mio, solo e unico amore, il mio bambino adorato, morirebbero del tutto e per sempre. La mia vita, benché miserabile, benché piena di vergogna, prolunga la loro. Senza di essa anche il loro ricordo sarebbe spento per sempre.
Anestetizziamo tutto. Dolore, sentimenti, sorrisi. Cerchiamo di uccidere farfalle nello stomaco, di deviare battiti cardiaci accelerati, e abbracci mancanti. Ma se solo una volta ci lasciassimo condurre dall’istinto, ci accorgeremmo di averlo un cuore. Anziché lasciarlo stagionare in cantina.
Chiediti se stai creando ricordi. Se l’ultimo risale ad un mese fa, significa che per un mese non hai vissuto. Se non crei nuovi ricordi, stai vivendo di ricordi.